Praemium Aristophaneum  

Il comico a scuola non ha vita facile. Non parlo del vigilatissimo castigat ridendo mores, ma della comicità diretta, tellurica, spesso brutale, ma che sa anche toccare vette assolute di liricità come è quella di Aristofane.  
Pur inserito stabilmente nel canone degli autori fondamentali di ogni storia della letteratura greca, il Nostro non è tuttavia mai entrato nel novero dei “classici” da portare all’esame finale, alla stessa stregua dei tre grandi drammaturghi ateniesi. Tra le possibili cause di tale esclusione sicuramente il suo linguaggio funambolico, creativo, denso di fantastici neologismi, frequentemente scoptico - e quindi fonte di possibili imbarazzi - e soprattutto difficile da interpretare per la straordinaria libertà sintattica e metrica. Né va trascurata, da questo punto di vista, l’attualità “assoluta” delle sue opere.
Si è soliti dire che i classici sono tali proprio perché sempre attuali, ma nel caso di Aristofane  l’intensa interazione tra la trama e il contesto hic et nunc ha forse finito per ostacolarne una piena fruizione in epoche ormai troppo lontane dall’Atene dell’ultimo quarto del V e del primo del IV secolo a.C. E tutto ciò a dispetto dell’evidente universalità dei temi trattati (la pace, la giustizia, il potere, il valore della cultura e molti altri ancora).
Il nostro Istituto, l’unico in Italia a portare il nome di Aristofane, vuole con questo Praemium chiamare  i migliori studenti dei licei classici d’Italia a cimentarsi nella traduzione di un brano tratto dai suoi testi teatrali, proprio per ribadire quanto diceva Quintiliano della Commedia Antica – e segnatamente di Aristofane: “Antiqua comoedia cum sinceram illam sermonis Attici gratiam prope sola retinet, tum facundissimae libertatis, et si est insectandis vitiis precipua, plurimum tamen virium etiam in ceteris partibus habet. Nam et grandis et elegans et venusta, et nescio an nulla, post Homerum tamen, quem, ut Achillem, semper excipi par est, aut similior sit oratoribus aut ad oratores faciendos aptior(Inst. Or. X, I, 65).

Claudio Salone